Grande caldo, i sindacati chiedono un piano regionale per tutelare i lavoratori: "Stop con 35 gradi"
Con l'arrivo della stagione estiva e delle conseguenti ondate di calore, si rende necessario rinnovare l'attenzione verso la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare di coloro che svolgono attività all'aperto o in ambienti non adeguatamente climatizzati.
Secondo le previsioni ufficiali, la città sarà classificata da bollino rosso per la prima volta nel 2025 nella giornata di domani, con temperature percepite che supereranno i 35 gradi. Proprio in relazione a questi scenari, le principali organizzazioni sindacali hanno chiesto alla Regione l'attivazione di un piano strutturato di prevenzione che preveda la sospensione delle attività lavorative all'aperto quando la temperatura percepita oltrepassa tale soglia. La richiesta è motivata dall'esigenza di tutelare la salute dei lavoratori più esposti, come quelli dei settori agricolo, edile, florovivaistico e dei servizi ambientali.
Come evidenziato da recenti analisi condotte dal sistema di sorveglianza INFOR.MO e dal progetto Worklimate, l'esposizione prolungata a temperature elevate può determinare gravi conseguenze per la salute, fino a condurre a infortuni mortali come i colpi di calore. Le patologie croniche quali obesità, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e renali, disturbi psichici e neurologici, rappresentano fattori di rischio che aumentano sensibilmente la suscettibilità agli effetti nocivi del caldo.
A fronte di tali rischi, la Direzione regionale Inail, insieme al Comitato regionale di coordinamento, ha richiesto alla Presidente della Regione la reiterazione dell'ordinanza già adottata nel 2024 per la sospensione delle attività lavorative all'aperto nelle ore più calde della giornata (12:30–16:00), nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio da stress termico "Alto".
L'Inail sottolinea l'importanza di adottare un approccio sistemico, attraverso l'apertura di un tavolo interistituzionale che coinvolga enti tecnici, autorità sanitarie, rappresentanti delle parti sociali e della sicurezza sul lavoro, con l'obiettivo di rendere strutturali e modulabili le misure di prevenzione in base alle specificità territoriali e lavorative.
Si invitano pertanto tutti i datori di lavoro a:
- Monitorare quotidianamente le condizioni meteoclimatiche e consultare il sistema di allerta Worklimate;
- Programmare le attività lavorative tenendo conto delle fasce orarie a minor rischio termico;
- Garantire adeguati tempi di pausa e zone d'ombra o ambienti climatizzati;
- Favorire l'idratazione dei lavoratori e fornire indicazioni comportamentali per il corretto reintegro dei sali minerali;
- Rispettare le prescrizioni mediche e le idoneità espresse dal medico competente;
- Sensibilizzare i lavoratori al riconoscimento precoce dei sintomi da colpo di calore (cefalea, nausea, sudorazione eccessiva, crampi, tremori) e alle corrette modalità di intervento.
La salute e la sicurezza dei lavoratori rappresentano una priorità assoluta. La prevenzione resta lo strumento più efficace per fronteggiare i rischi derivanti dall'emergenza caldo e garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose per tutti.
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